Oggi c’è un sole splendido.
Prendo cappotto e sciarpina viola, metto un libro e gli appunti di arte dentro la borsa ed esco per andare all’università.
Aspetto il pullman.
Arriva.
E’ mezzo vuoto. Mi siedo e prendo il libro.
“ Il mare incanta, uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposta, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto: il mare chiama ”.
Il mare chiama.
Mi manca passeggiare sulla spiaggia, sentire il profumo di cristalli di sale, raccogliere conchiglie, sedermi sulla riva, osservare quell’infinità di onde che danzano e lì perdermi.
Chiudo il libro.
Sorrido.
In fondo io ho il mare sempre con me. Nel mio cuore.
Guardo fuori dal finestrino.
Gli alberi in questi giorni hanno dei colori magnifici. Le foglie sembrano tante piccole farfalle con ali variopinte. Rosse, arancioni, gialle… e alcune ancora verdi.
Arrivo alla fermata.
E’ ancora presto.
Vado al bar, bevo un bel tè caldo, caldo alla vaniglia e penso a come sarebbe stato bello se in quel momento ci fosse stata anche Greis mia.
Faccio altri due passi. Mi fermo. Alzo gli occhi al cielo e osservo le nuvole.
Le nuvole non sono mai uguali, sono sempre in continuo mutamento. Possono acquisire diverse forme in base all’immaginazione delle persone che le guardano. Fuggevoli. Non si possono afferrare. Lievi tocchi di zucchero filato.
Io sono fatta di nuvole.
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Periodo di cambiamenti, complice la magia che sento attorno a me e che mi avvolge continuamente.
Lo so, l’ho già scritto altre volte, ma è di nuovo così.
Se tutto restasse sempre com’è, dove sarebbe il bello?
E poi io non sarei la persona che sono, perché non riesco a star ferma. Ho bisogno aria fresca, di imparare e di scoprire ogni volta cose diverse.
* Ho bisogno di nuovi sapori e nuovi colori *
Ho intrapreso un nuovo cammino.
Sarà lungo e impegnativo, fatto di studio, meditazione e visualizzazione, ma quello della Tradizione Avaloniana, ricco di miti e simboli, è un percorso che mi ha affascinata sin da subito.
Ho sentito il richiamo di quest’ isola incantata, una notte in sogno e da allora ho deciso di seguire il sentiero che mi porterà, forse un giorno, a camminare sulle sue terre.
Sto facendo ancora crescere i capelli. Adesso sono lunghi, morbidi e mossi come piacciono a me.
Ogni tanto mi diverto anche ad intrecciarli con foglie, fiorellini e nastri colorati.
Mi fa sentire come una piccola fata dei boschi.
Ultimamente ho letto molti libri e ho visto tanti film e tutti mi han lasciato dentro qualcosa.
Credo che ogni personaggio che vive tra le pagine scritte di un libro o su di uno schermo e la varietà delle loro storie, aiutino a trovare degli spunti su come procedere nella vita.
Basta accorgersene.
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Mi piace scrivere,
parole che scivolano velocemente
come sabbia tra le dita.
Mi piace sorridere,
ridere di cuore
in una giornata di sole.
Mi piace pensare,
arrotolata come una gatta
su un letto di morbide viole.
Mi piace vivere,
amare
e soprattutto sognare.
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Lei è così: un insieme di colori e contraddizioni.
Fatta di latte e cioccolato al mattino, di miele e cannella la sera.
E' una bambina sperduta nell'isola che non c'è.
E' ciò che dipinge ogni giorno... porporina viola su di un cielo di turchesi.
Danza con la luna e non se ne vergogna.
Si perde tra i suoi sogni nelle profumate notti d'estate.
Sa di libri antichi, di echi di parole lontane e appena sussurrate.
Sorride alle stelle e abbraccia gli alberi.
Ha il mare nel cuore: lo stesso mare che ogni anno l'attende.
Lei è così: una piccola farfalla dalle ali ricamate con sottili fili dorati.
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Aveva camminato tanto quel pomeriggio, Alice. E adesso era stanca. Aveva fatto da sola molta strada: aveva attraversato il ponte che congiungeva le due rive del fiume e attraversato campi di grano dalle spighe alte e dorate. Era arrivata l'estate, finalmente. Lo percepiva dal vento: era profumato di pane e dolci appena sfornati e poi era caldo e avvolgente. Soffiava da molto lontano.
L'unica cosa che ora desiderava era coricarsi un po' e, col naso all'insù, giocare a dare una forma a quelle nuvole sparse, bianche come fiocchi leggeri di zucchero filato.
Ecco, quella nuvola là assomigliava ad una farfalla con delle grandi ali, quella lì vicino ad un fiore... ad una violetta, per essere precisi. E quella più in alto? Beh, quella le sembrava proprio un aquilone. Sì, era così.
Si addormentò con un sorriso sul volto, quasi senza accorgersene; con il sole che nel frattempo le aveva colorato le guance di un rosa luminoso. Chissà cosa sogni, piccola Alice...
Quando si risvegliò, vide davanti ai suoi occhi pieni di mare, uno spettacolo meraviglioso: milioni di piccole stelle filanti erano lì, dipinte su di un cielo che pareva morbida e pregiata seta blu. Rimase incantata per un po' a contemplare quell' immensità, come fosse la prima volta, e si sentiva in armonia con tutto ciò che la circondava: il prato verde dall'erba soffice, gli alberi, il paese dove abitava che riusciva a vedere in lontananza e persino le lucciole.
I pensieri le giravano in testa come api che volano da un fiore all'altro, ma lei non voleva lasciarli andare via: erano pensieri felici.
Quella notte danzò serena in compagnia dei suoi ricordi, delle stelle e della luna che silenziosa la osservava.
* Racconto ispirato dal quadro "Notte stellata" di Vincent Van Gogh *
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Mi sento libera. Finalmente.
Era una sensazione che non provavo da troppo tempo e mi mancava.
Adesso è il momento di ricominciare, di pensare un po' a me stessa, di dedicarmi a quello che mi piacerebbe fare, di costruire passo dopo passo un sentiero da seguire e, perché no, anche sognare.
" Someday I'll wish upon a star,
and wake up where the clouds are far behind me.
Where troubles melt like lemon drops,
away above the chimney tops
that's where you'll find me... "
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Credo nei colori che dipingo e nelle loro nuove sfumature.
Credo nei sorrisi della gente che cammina per strada.
Credo negli abbracci delle persone che mi vogliono bene. Anche in quelli lontani.
Credo nel profumo di latte di mandorla che annuncia l'arrivo dell'estate.
Credo nelle mie stelle che sanno ridere, sempre più luminose.
Credo nel sole che mi regala calde carezze e nella luna che culla i miei sogni.
Credo nelle parole, nelle nuove storie che ascolto o che leggo.
Credo nelle piccole gioie di tutti i giorni, piccoli frammenti di ametista.
Credo in tutti i palloncini che ho perso. Perchè ora so dove si sono nascosti.
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Riempi i polmoni di pensieri buoni,
comincia da te stesso e poi rivoluzioni.
Fai tuo lo spazio vuoto dove puoi arrivare
e illumina la notte di energia stellare.
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« Lei si dipinge il viso per nascondere il viso. I suoi occhi sono acqua profonda. Non è per una geisha desiderare. Non è per una geisha provare sentimenti. La geisha è un'artista del mondo, che fluttua, danza, canta, vi intrattiene. Tutto quello che volete. Il resto è ombra. Il resto è segreto »
